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Mai emesse ‘bollette pazze’. La percentuale di reclami sulle bollette inviate è irrisoria, inferiore alle 0,3%.

Le ‘fake news’ non fanno bene al territorio e al principio di solidarietà che regola anche il Servizio Idrico.

Risulta destituita di ogni fondamento la notizia secondo la quale Acqua Pubblica Sabina avrebbe emesso “bollette pazze”. Sono stati inviati, infatti, semplicemente dei solleciti bonari.

E’ sorprendente e provoca amarezza che tale fake news emerga dalle dichiarazione di un’Organizzazione Sindacale che, come altre, dovrebbe avere a cuore, da un lato la tutela dei lavoratori e dell’altro la funzionalità e il miglioramento aziendale, obiettivi per i quali le forze attive del territorio potrebbero lavorare insieme al gestore del Servizio Idrico al fine di ridurre al minimo il fenomeno del mancato pagamento delle utenze, tutto ciò all’insegna del principio di solidarietà territoriale imposto dal Regolatore ARERA.

Nel merito di quanto accaduto, si evidenzia, numeri alla mano, che nel corso del 2020 – periodo 1 febbraio/31 ottobre – Acqua Pubblica Sabina ha emesso e inviato 235.935 bollette per un numero di utenze pari a 90.642. Sono pervenuti solo 687 reclami per verifica di mancati riscontri dei pagamenti. La percentuale dei reclami rispetto alle bollette emesse è quindi pari allo 0,29%. Evidentemente si tratta di una percentuale irrisoria, prontamente verificata e sistemata. Tale accadimento è dovuto ad un mancato allineamento tecnico tra i sistemi di billing di APS e quelli di Poste sui bollettini postali. Per le altre linee di incasso attraverso il MAV non si sono mai riscontrate anomalie.

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